Sulla sommità del colle, a completamento del complesso difensivo della rocca e del castello, Federico II, tra il 1217 e il 1221, fece costruire la torre, oggi simbolo di San Miniato. Fu adibita anche a luogo di detenzione per prigionieri politici ed è quasi certo che vi fu rinchiuso Pier delle Vigne, già fedele segretario dell’imperatore, come ricorda Dante nel XIII canto dell’Inferno. Mantenne la sua funzione di fortezza fino al 1530, quando fu abbandonata ed il terreno circostante fu acquistato dall’illustre naturalista Michele Mercati che vi edificò una casa. La torre di Federico a pianta quandrangolare, era alta 37 metri; il coronamento originario era costituito da colonne cilindriche di mattoni, sull’esempio dei pinnacoli dei campanili siciliani. Queste caratteristiche, insieme agli archetti ciechi ogivali, testimoniano l’intervento diretto di maestranze siciliane nella costruzione della torre. Minata e completamente abbattuta dai tedeschi nell’estate del 1944, è stata fedelmente ricostruita nel 1958.